venerdì 17 marzo 2017

Insegnanti in piazza contro i diritti degli studenti. Chi sono gli antitaliani.

Oggi giornata del Tricolore, mai data fu più indovinata: Venerdì 17.
Un Venerdì 17 con le professoresse scarpone in piazza contro i loro studenti sopratutto nelle città del sud, con i civilissimi Voucher tolti per decreto che ci fanno tornare al lavoro nero.




Eccole le immagini dei TG, con gli insegnanti dei Cobas impegnati nello sciopero generale della Scuola, ridotti alla coscienza civile dei tassinari romani, a protestare contro i loro studenti perché porelli si trovano per lo più lontani, nella fattispecie nella parte nord della penisola mentre loro, i prof, abitano a sud. Ma chi, cospettone, se ne frega, dopotutto?  Dicono nei fatti gli insegnanti dei Cobas.



I lavoratori che fanno la battaglia contro i diritti di altri come loro, gli utenti,  usurpano la dignità delle battaglie di civiltà del passato. Si trincerano a difesa di interessi corporativi contro altre persone della medesima classe sociale, come nel caso dei tassisti contro il diritto alla mobilità dei cittadini non abbastanza ricchi da potersi permettere il taxi, o contro gli studenti non abbastanza ricchi da poter ricorrere a una scuola privata.

La logica degli insegnanti in piazza contro i diritti dei loro studenti ad avere insegnanti preparati e una scuola decente è un “amico fatti li cazzi tua”.



Di contro, in questa grama giornata, restano scornati i lavoratori quelli veri, quelli che dovranno tirar fuori di tasca loro gli ammanchi Inps derivati dall’abolizione dei Voucher e i ragazzi travolti dalle pretese di una categoria professionale che non vuole cambiare.




Monica Montanari



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