mercoledì 30 agosto 2017

Abbiamo fatto le pulci al libro di Renzi: devoti ma spietati

Renzi, con Avanti, il libro - mozione pensato per le periferie, sposta il target della sua azione politica.
 

Il problema è se sta fermo il paese. L’Italia non può stare ferma. Nessun italiano (o quasi) vuole restare fermo. Solo i politici – non tutti per fortuna – hanno interesse a lasciare il più possibile le cose come stanno. Solo quelli che si godono le rendite di posizione preferiscono che l’Italia resti com’è. Chi vuole correre avanti, chi non si accontenta, chi ha bisogno di migliorare la sua situazione finisce ostaggio di questi interessi. Io dico no. (Renzi, Matteo. Avanti: Perché l'Italia non si ferma (Italian Edition) (posizioni nel Kindle 3029-3032). Feltrinelli Editore. )

Con queste parole Renzi si approssima a terminare “Avanti!” la riflessione destinata a consolidare e smentire la vulgata sui 1000 giorni del suo governo. Ma sono le parole con cui invece tutto comincia, comincia la scoperta di una visione che andasse oltre l’antiberlusconismo per molti militanti ed elettori della sinistra, comincia la scommessa referendaria, spiegano la sua sconfitta, spiegano di nuovo la vittoria di Matteo Renzi alle primarie che lo riconfermano alla testa del Pd con il 70% dei suffragi.

C’è una parte del Paese che vuole cambiare, c’è una parte che non vuole farlo - posto ragionevolmente a difesa delle proprie rendite di posizione - e c’è un mistero. C’è infatti anche l’arcano di una componente sociale che non vuole cambiare pur stando male, malissimo. Ecco il libro di Renzi dobbiamo intenderlo rivolto a questo segmento sociale.

Come prima cosa l’ex premier ipotizza una spiegazione al mistero: la paura del futuro, la paura di essere inadeguati per affrontarlo, la paura che il futuro comprometta ulteriormente condizioni deboli. Ecco allora che Renzi delinea questo futuro con concretezza estrema. Parla a quel settore sofferente e affronta il principe dei problemi: i margini di ciò che lo Stato può fare sono ormai definiti dai parametri europei.

Renzi dunque dice cose chiare e prende impegni per l’Europa:

  • Battaglia per ottenere gli Eurobond per come prospettati da Alberto Quadrio Curzio (per sovrapporre l’affidabilità europea ai problemi di spread nazionali);
  • Veto all'introduzione del Fiscal Compact nei trattati (radicale messa in discussione dell’austerity);
  • Ritorno ai parametri di Maastricht per 5 anni (contenimento del debito in termini più graduali)
  • Uniformità fiscale (per evitare l’aggio di alcune economie meno gravate dal debito che possono fare dumping fiscale);
  • Superamento del Trattato di Dublino (che obbliga attualmente i migranti a restare nel primo paese europeo in cui arrivano).

Sul tema del lavoro statale rassicura gli insegnanti del Sud prospettando il tempo pieno che duplicherà il bisogno di insegnanti nel meridione e sulla spesa pubblica prospetta grandi investimenti per la mobilità nelle città (metropolitane).

Insomma la novità di questo Avanti è che se il Renzi della prima ora si rivolgeva ai ceti innovativi, ora scopre l’Italia profonda e le promette più soldi in tasca.

Può essere una buona, ottima, strategia per impostare la prossima campagna elettorale ma non è il libro sulla visione che avremmo voluto.

Non c’è la questione delle questioni: gli italiani del centro nord non accetteranno tasse sulla casa che li metterebbero in difficoltà, non lo faranno in nome di un’Italia che l’esito del referendum ha definitivamente lacerato. Perché il 40% che ha votato Sì al Referendum ha anche detto che l’attuale sistema costituzionale e istituzionale non  va bene. Quel 40% si chiama fuori dal patto costituzionale.

Quel 40%, quello che del cambiamento non ha paura, non tiene affatto all’Unità risorgimentale, vuole un’Europa federativa delle identità, vuole la possibilità di correre dal momento che ha le gambe per farlo. Prospettare a questo 40% un futuro fatto di mamme libere, grazie al tempo pieno, di lavorare fuori casa per dieci ore al giorno schizzando in metropolitana, equivale ad allontanarlo. Quel 40% vuole sapere come le nuove tecnologie consentiranno l’estendersi di forme smart di lavoro, il ricircolo delle aree interne del paese, in breve come potranno lavorare da bellissimi posti ed evitare di ammalarsi di cancro in città. Perché Renzi accodandosi a tutti coloro che prospettano città sempre più popolose, secondo me, non vede che le città si stanno popolando di emarginati e quanto lo sviluppo di qualità sia viceversa policentrico. Insomma questo Avanti non è stato scritto per me.

Renzi ha deciso di puntare a conquistare i settori che gli hanno voltato le spalle invece di confermare quelli che lo hanno appoggiato.

Ed ora a spot segnalo il passo più interessante, quello dedicato al suo rapporto con i palazzi romani e i vertici amministrativi.

Parole definitive:
Il problema degli scissionisti era l’ossessione della ricandidatura.
I depistaggi Consip sono eversione costituzionale.
No al partito personale.