sabato 7 gennaio 2017

Quando i "somari" salgono in cattedra: ribellione contro la Buona Scuola

Tra dicembre e gennaio vengono consegnati i bonus di merito agli insegnati istituiti da Renzi con la riforma detta della Buona Scuola. I bonus vanno dai 200 ai 1800 euro a insegnante. 





La prof. Scarpone non vuole il premio per agli insegnanti bravi perché a lei non lo danno. E non solo! Invece di tacere e nascondersi dietro alla lavagna, sostiene, udite, udite, che i bonus della buona scuola non vengono dati in base al merito. 

E cosa potrebbe dire di diverso?

Possiamo rassicurarla: eliminato Renzi, di bonus per la scuola non ce ne saranno più.  

Quanto alla malascuola, quella invece resterà grazie alla faccia di bronzo degli insegnanti che rivendicano la priorità dei propri interessi corporativi rispetto a quelli degli studenti. Con buona pace dell'analisi dei problemi della scuola italiana predisposta negli anni da Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli e che ha ispirato la riforma di Renzi.


Tant'è. Mentre i sindacati chiedono l'abolizione del bonus di merito perchè crea malumore - leggasi INVIDIE - , gli insegnanti si fanno denunce anonime! 
Dura la vita per chi resta senza bonus e senza reputazione perché questo lo rende pessimo giudice per stabilire se i bonus assegnati siano effettivamente meritati.
Eh sì, la professoressa Scarpone non vuole che si sappia in giro che è appunto una "scarpa". 
La conferma? Alcuni presidi non pubblicheranno i nomi degli insegnanti premiati! 

Fonti:
Gianna Fregonara, «Perché il merito non entra a scuola», Il Sole 24 ore,  5 gennaio 2017 (edizione su carta)



Monica Montanari
Giornalista professionista




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