giovedì 1 giugno 2017

I Risultati del Pil a +1,2 saranno confermati solo se gli elettori faranno vincere un partito con più del 40%

Malgrado il forte stop alla credibilità internazionale inferto dalla sconfitta del Sì al Referendum del 4 dicembre, il jobs act funziona e i tanti stimoli all’economia del Governo Renzi portano l’Istat a rivedere al rialzo le stime di crescita per quest’anno che passano dallo 0,9 all’1,2. Un quasi miracolo, che gli elettori potranno rafforzare solo se comprenderanno la necessità di votare per uno dei due partiti che ha la chance di raggiungere il 40% dei consensi. Solo così l’esito del voto sarà chiaro e le responsabilità di governo attribuibili senza scappatoie. 


Viene superata così un’importante soglia psicologica che si accompagna ai dati positivi sulla disoccupazione mai così bassa dal 2012. E insomma in quadro di forte preoccupazione alcune politiche sono andate a bersaglio.

Ciò non impedirà a svariati settori sociali di continuare a perorare la richiesta di benefici di settore. Investimenti nella grande industria i sindacati, abbattimento del cuneo e dell’Irap la Confindustria, la preservazione dell’economia tradizionale i settori minacciati nel trasporto pubblico, nella ospitalità, nella ristorazione (si vedano le guerre contro Uber, Flixbus, l’home restaurant e la possibilità di affittare stanze per brevi periodi). Per non parlare di ampi settori della pubblica amministrazione dove si resiste su tutto: gli insegnanti che non vogliono cambiare, i burocrati che non vogliono abbandonare i metodi e le lentezze della burocrazia difensiva, i partiti che vogliono sistemi elettorali dove non perda veramente nessuno….

In questo quadro i timidi passi avanti sono un quasi miracolo che gli elettori avranno modo di rafforzare solo se alle eleezioni politiche d'autunno convergeranno in massa, con una percentuale superiore al 40%, su un partito cui intestare con chiarezza la responsabilità della cosa pubblica.

Monica Montanari

Fonti e Documenti

Sulla revisione al rialzo del Pil si veda il Sole 24 ore
Sulla disoccupazione scesa ai minimi dal 2012 si veda Repubblica