giovedì 5 gennaio 2017

Riforma costituzionale in 15 giorni? Non c'è da scommetterci.




Il 18 dicembre 2016, Assemblea Nazionale del PD a favore di streaming. Degli oppositori di Renzi si esprime solo Speranza che chiede di ritornare al Mattarellum.

Dopo la bocciatura della riforma istituzionale, il 5 dicembre 2016, il cosiddetto Italicum è infatti inapplicabile e urge una nuova legge elettorale.

Siamo sempre lì, bisogna rimediare al golpettino rappresentato a suo tempo dalla legge elettorale di Berlusconi, il Porcellum, reo di impedire programmaticamente ai rivali di governare. 

Lo ha sancito la Consulta emendando l'abominium ma applicare la legge così modificata riporterebbe l'Italia al proporzionale puro con corollario clientelare e instabilità annessi e connessi. 

Dunque, si diceva, urge una nuova legge.

All'Assembrea Nazionale PD, Speranza chiede il Mattarellum anzi rivendica la paternità dell'idea di fronte a un Giachetti pronto a suo tempo a fare uno sciopero della fame per appunto poter tornare a quel sistema maggioritario secco uninominale temperato da un  25% di seggi assegnati proporzionalmente.

Giachetti ha avuto buon gioco a protestare in francese  dandogli della "faccia come il  culo":


Appare insomma sempre più evidente che l' "accozzaglia del no" (termine usato nella polemistica per identificare i contrari alla riforma della Costituzione) è veramente tale, un coacervo incapace di accordarsi su un'idea di riforma e di Paese.

Per superare l'empasse ecco l'idea luminosa: recuperare la proposta socialista di un'assemblea costituente elettiva di 100 membri da insediare a Viterbo con il compito di concepire in due anni una nuova riforma, più bella e più grande che pria. 

Un ottimo modo per riunire e far pesare l'opposizione parlamentare, ma sopratutto elettorale, a Renzi pur non disponendo di un programma comune. 






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