mercoledì 22 marzo 2017

Cosa manca ai grillini per essere fascisti?

No, i grillini non sono i nuovi fascisti. Il grillo fascismo potrebbe conquistare il potere solo se avesse  la connivenza dei padroni del vapore, dei confindustriali e dei loro giornali e televisioni, se avesse slogan qualunquisti né di destra né di sinistra, se facesse squadrismo mediatico, se chiamasse la violenza di piazza, se organizzasse gogne contro gli avversari, se definissise eversore il Parlamento della Repubblica...




No, i grillini non possono essere fascisti come sembrano. Se in questo primo ventennio del 2000 le cose fossero andate come nell’altro, quando dal ’19 al ’24 i fascisti presero il potere in Italia, il terreno avrebbe dovuto essere preparato a lungo.

Dovremmo immaginare per esempio un’assurdità come dei confindustriali che abbiano in testa una sola cosa:  abolire l’Irap e diminuire il cuneo fiscale.

Per portare di nuovo l’Italia al fascismo i confindustriali avrebbero dovuto prima andare delusi nel sostegno a personaggi dell’establishment e solo poi ripiegare su una forza eversiva.

 Avrebbero dovuto a lungo fare pressioni con i loro giornali sui vari Berlusconi e Prodi per avere abolita l’Irap e diminuito il cuneo fiscale.

Insomma per parlare oggi dei grillini come dei nuovi fascisti dovrebbe esserci stata una lunga battaglia dei padroni del vapore andata completamente fallita.



A quel punto, delusi dai partiti e dalla politica tradizionale, i confindustriali avrebbero dovuto decidere di mettere l’intero arco parlamentare sotto tiro incaricando un Rizzo e uno Stella di un poderoso attacco alla politica. Avrebbero dovuto inventarsi un epiteto collettivo e spregiativo, tipo per esempio “La Casta”. 

Nel frattempo avrebbero dovuto far crescere un movimento popolare senza troppe ideologie, se non il fatto di essere tutti contro i politici, un nuovo movimento dell’Uomo qualunque, un nuovo diciannovismo dove precari e disoccupati si ritrovassero accomunati da slogan generici né di destra né di sinistra. Un po’ come accadde a reduci, interventisti e anarcosindacalisti nel ventennio, quell’altro.

E insomma oggi si potrebbe legittimamente temere che i grillisti al potere instaurino un nuovo fascismo se i confindustriali avessero dato voce a questo movimento antipolitico nei loro giornali e televisioni, che so, sul Corriere, su La Sette, su Sky, eccetera.

Come accadde in verità con il Corriere di Albertini nel ‘900 che avallò il listone fascista alle elezioni dell'aprile 1924 , come accadde al blocco sociale giolittiano che alla fine diede soldi, spazio e giornali ai fascisti.

Ma poi! Per qualificare i grillisti come fascisti ci vorrebbe lo squadrismo. Quelle incursioni a base di canti, slogan, manganelli e olio di ricino con cui i fascisti andavano punendo per le spicce chi voleva scioperare, chi si batteva per l’avvento una società nuova.



Con i mezzi che ci sono oggi il nuovo movimento grillo-fascista avrebbe dovuto organizzare delle squadre addette al manganellamento mediatico sui social, per fare rumore, per cambiare la sensazione del vento dominante, il sentiment come si dice.

Il fascio-grillismo avrebbero dovuto inventarsi un sistema per mettere alla gogna gli avversari politici, orchestrando vere montature mediatiche tipo Consip.

No, niente paura.

Le schiappe di Grillo non faranno arrivare i treni in orario.


ULTIM'ORA

I grillini tentano di fare irruzione nella Sala dell'Ufficio di Presidenza della Camera


Monica Montanari 






Fonti e Documenti


Sul Corriere e il Fascismo si veda Cronologia Leonardo

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