domenica 2 aprile 2017

Legge elettorale, facciamo il punto: chi vuole cosa

Impossibile da credere, i partiti tutti stanno bloccando il Paese. Ma risalta sopratutto l’impudenza delle forze del “no” che prima sacrificano la riforma e poi non provvedono a fornire un’alternativa.  Zagrebelsky riesce a guardarsi allo specchio al mattino? Intanto Sergio Mattarella smentisce la Consulta che aveva definito l’Italicum immediatamente applicabile e stabilisce che, senza armonizzazione dei sistemi elettorali in vigore per la Camera e per il Senato, non scioglierà le camere e non renderà possibile il ritorno al voto. Si profila perciò perfino un decreto tecnico in materia elettorale, ispirato dal Presidente della Repubblica, che armonizzando il sistema non toglierebbe i capilista bloccati e abbasserebbe la soglia di sbarramento al Senato. 



«Mi pare che tra le tante caratteristiche del movimento non ci sia l’affidabilità,» aveva dichiarato Matteo Richetti ieri a La Stampa in riferimento ai Cinque Stelle riguardo alla possibilità di alleanze dopo il voto, ma il tema torna d’attualità anche riguardo all’affiorare di indiscrezioni sulla disponibilità dei Cinque Stelle su una legge elettorale che contempli l’Italicum e soglie di sbarramento innalzate per bloccare i piccoli partiti.

Comunque sia, sempre Richetti - e sempre ieri a La Stampa - ha dichiarato che il PD vuol chiudere sulla legge elettorale entro fine maggio per la Camera e prima della chiusura estiva per il Senato, ma questo non deve far concludere con la prospettiva di un voto autunnale.



Anche se l’accusa di puntare a elezioni autunnali continua a bersagliare Renzi, il motivo per cui andare alla pausa estiva con una legge elettorale in cassaforte è presto detto.

I piccoli partiti temono come fosse l’anticristo un accordo tra le forze maggiori (Pd, M5S) su una soglia di sbarramento che impedirebbe l’accesso in Parlamento alle microformazioni. Per evitare questo spauracchio i piccoli partiti potrebbero far cadere il Governo e forzare l’andata al voto prima del concretarsi di una nuova legge elettorale.

Un disegno quasi impossibile da attuare per l’indisponibilità del quadro politico verso uno scioglimento delle camere prima di settembre. Ecco dunque la necessità da parte di Matteo Renzi di mettere in sicurezza un sistema di voto entro quella data.

Come si vede i 15 giorni promessi da D’Alema per una nuova legge elettorale sono diventati quattro mesi, poco meno di quelli promessi dallo stesso lìder maximo per realizzare un’intera riforma costituzionale. Si veda immagine.


Riusciranno dunque i nostri eroi a rispettare il timing indicato da Richetti? Maggio per la Camera ed Estate per il Senato?

Nel tutti contro tutti ricordiamo le proposte in campo:
- Mattarellum (voluto da Pd e scansato da tutti gli altri)
- Italicum modificato dalla Consulta ma con soglie di sbarramento innalzate (in trattativa ora)
- Proposta Malpezzi Rotta (depositata da due parlamentari PD)
- Proporzionale puro (sistema in uso nella prima Repubblica)
- Democratellum (vecchia proposta grillina basata sul proporzionale puro)
- Decretellum (decreto tecnico ispirato dal PdR)

Vediamone meglio alcune.

Il Mattarellum viene proposto dal Pd e accettato da Parisi e i verdiniani di Ala al patto di portare al 50% la quota proporzionale. (Il mattarellum prevede l’elezione del 75% dei seggi con sistema maggioritario uninominale a turno unico e il 25 % con sistema proporzionale). I collegi uninominali sono sgraditi a Grillo e Forza Italia perché - udite - i loro candidati sfigurano nel confronto diretto. (Poi dicono di voler far scegliere i cittadini)


L’Italicum con soglie innalzate avrebbe la disponibilità di Grillo per far fuori i piccoli partiti.

Mentre minoranza PD e fuoriusciti sono disposti a un Italicum senza i capilista bloccati. (Ditemi voi se si può gettare nel caos un Paese come stanno facendo questi signori mettendo un veto su tutto pur di non arrendersi al fatto di essersi fatti scippare il partito. )

Il Malpezzi Rotta viceversa consta di una proposta depositata il 13 marzo scorso ed è basata su una scansione di premi ed eventi a seconda del configurarsi diverso del voto. Tende a preservare il premio di lista, e criteri maggioritari.

Proporzionale puro e Democratellum - presentato un tempo dai grillini - sono il sogno erotico dei micropartiti di cui massimizzano il potere di interdizione con l’unico limite di rappresentare la fonte di tutti i guai italiani, perché  le logiche del proporzionale puro sono alla base dell’esplosione del debito pubblico.

Sulla necessità che le elezioni decretino un vincitore, comunque anche i grillini sono d’accordo rivela Richetti.
Il problema è che la sfiducia del PD nei loro confronti è pienamente ricambiata.  Di Battista ha dichiarato in riferimento al PD che  “la loro parola vale zero e le indiscrezioni sulle loro parole meno di zero”.


Monica Montanari





Fonti e Documenti
Sulla legge elettorale gradita a Renzi si veda La Stampa
Prove di dialogo Grillo PD sulle soglie di sbarramento si veda L’Ansa
Intervista Richetti a La Stampa
Sulla diffidenza grillina verso il PD si veda l’Unità
Sulla estrema radio di un decreto ispirato da Mattarella si veda il Messaggero
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