mercoledì 25 gennaio 2017

Popolo del “sì” contro popolo del “no”: italicum subito applicabile senza ballottaggio

Sentenza Italicum dalla Consulta:  bocciato il ballottaggio, resta il premio di maggioranza alla lista, con basse soglie di sbarramento. Restano anche i capilista bloccati ma non potranno più scegliere. La Consulta specifica che la legge è immediatamente applicabile.





Se si andrà - come si andrà - alle elezioni con questa legge, l’effetto semplificatore e maggioritario è assicurato. Sarà lotta al coltello per aggiudicarsi il 40 % che farà scattare il premio di maggioranza con uno sforzo di conquista dell’elettorato tale da non poter non riverberarsi anche sui risultati elettorali ottenuti al Senato. E dunque nessun problema di maggioranze difformi nelle due camere proprio a causa dell’effetto semplificatore del premio.

In termini assolutamente teorici è possibile che una forza in grado di conquistare il 40% alla Camera dei Deputati non ottenga la maggioranza assoluta in Senato, tuttavia la soglia di sbarramento all’8% oggi in vigore per il Senato sembra convergere su un assetto bipartitico dell’offerta politica.

La legge indurrà un’enorme asciugatura del quadro politico con marcata tendenza non solo bipolare ma bipartitica perché il premio di maggioranza è un premio di lista, non alla coalizione.

Si confronteranno di nuovo il popolo del Sì contro il popolo del No.

La lotta ora si sposta all’interno di questo secondo fronte. Per ridurre infatti i tre poli a due soltanto sarà necessario per qualcuno cannibalizzare la destra che appare più debole e divisa.

Due sono gli scenari possibili:

1) Grillo si espande a destra.  Se Grillo si sposterà più marcatamente su contenuti qualunquisti potrà prevalere, altrimenti presterà il fianco alla guerra senza quartiere con cui da destra verrà bersagliato ogni giorno, sollecitato, immaginiamolo sopratutto sul tema dell’immigrazione.
In questo scenario i Civati sono destinati a ritornare nell’alveo del PD, salvo accantonamento di Bersani e D’Alema macchiatisi di tradimento. La vecchia guardia berlusconiana e salviniana dovrà acconciarsi a entrare nelle fila del Movimento Cinque Stelle e o a vedere sconfitte le proprie tematiche per lungo tempo a venire.

2) Renzi si sposta con decisione al centro e riesce a intercettare anche il voto tradizionalmente anticomunista. Cruciale in questo senso i tempi e i modi con cui condurrà la battaglia contro la minoranza interna.
In questo scenario occorrerà a Renzi far spazio anche ai salviniani, oltre che ai liberali, per avere la forza numerica necessaria per vincere. La minoranza dem e i partitini di sinistra estrema dovranno convergere su Grillo.

In un quadro del genere le forze politiche dovranno avere la saggezza di bypassare le tradizioni ideologiche e porre davanti all’opinione pubblica piattaforme programmatiche chiare. Il popolo del “sì” e il popolo del “no” appunto. E vinca il migliore.

Aggiornamento dell'ultimora. 

Renzi, sulla sentenza,  offre paternamente ai piccoli partiti la via d'uscita del Mattarellum, ma gongola: "altrimenti, al voto subito" :-)
Si veda L'Unità

Monica Montanari





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