giovedì 26 gennaio 2017

Migliora il Debito Pubblico: ecco perché il “NO” si sta pentendo

Cala il debito in rapporto al Pil grazie alle politiche del Governo Renzi, ma sale lo spread dopo la sentenza della Consulta, il Centro Italia terremotato annaspa: gli elettori potranno tirare presto le somme con la nuova legge elettorale uscita dalla sentenza e imprimere all’Italia la svolta di cui ha bisogno.







Il famoso rapporto Debito / Pil scende alla fine del 2016 - secondo Eurostat 23 gennaio - di quasi tre punti percentuali del 2,8, dal 135,5 al 132,7% , facendoci passare - non è granché ma qualcosa - da penultimi in Europa - appena prima della Grecia quanto a debito -  al terzultimo posto scavalcando il Portogallo.

In pratica, per quanto noi si cresca ancora poco, la produzione di beni e servizi in Italia è cresciuta più velocemente del Debito Pubblico.

Nel giorno in cui arriva questa buona notizia sul Debito,  riprende però a salire lo spread e la borsa registra un crollo. Lo spread cresce di quasi 5 punti pari al + 4,74, valore che ci porta a 170 punti differenziali tra affidabilità dei nostri titoli di stato e quelli tedeschi.

Il quadro finanziario internazionale ha visto dunque nella legge elettorale predisposta ieri dalla Consulta l’impossibilità che una forza politica raggiunga il 40% dei voti e dunque ha interpretato la situazione come grave ritorno al proporzionale puro e all’ingorvernabilità.

Ma hanno ragione nell’essere pessimisti?

Noi crediamo di no.

I poteri della nuova legge elettorale sono  più incisivi e profondi di quanto una lettura superficiale lasci intravvedere. Lo abbiamo detto subito dopo un’ora dalla sentenza e in molti concordano ( si veda Tommaso Cerno ieri sera a Ottoemezzo su La7 ).  I dissesti di questi giorni nel Centro Italia, inoltre, mostrano con tutta evidenza  quanto grande sia stato l’errore degli italiani nel votare “no” al cambiamento del Paese e lasciano intravvedere la possibilità che in molti si stiano già pentendo.

Monica Montanari


 




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