sabato 14 gennaio 2017

Una “A” in meno nel rating: cosa ce ne frega delle banche ? !

 Declassata l'Italia, aumenta il costo del denaro



Ridi, amico del “No”. L’Italia ha perso l’ultima “A” nel giudizio di una grande agenzia di rating internazionale. Gliel’hanno tolta, spiegano, perché l’Italia sembra incapace di fare riforme strutturali. Gliel’hanno tolta - e lo scrivono a chiare lettere -  perché, al referendum costituzionale, ha vinto il “no”. Gliel’hanno tolta perché Renzi si è dimesso e ora loro - quelli del rating - giudicano che i governi avranno difficoltà a sistemare il Paese e a fare le riforme necessarie alla governance e alla buona amministrazione.

“E a noi che ci frega?”, direte voi.

Di cosa meravigliarsi, amici del “no”? 

Ma noi ve lo spieghiamo. Le banche italiane dovranno pagare più caro in interessi il denaro chiesto in prestito a Bruxelles. Se la crisi bancaria già provocata dal successo del “no” non fosse abbastanza, ora il “no” getterà in miseria altra gente.

Grazie, cari concittadini, e grazie, cari politici del “no” che dopo aver provocato questo immane casino non solo non proponete soluzioni ma nemmeno vi spicciate a proporre una legge elettorale.
Per combattere Renzi avete rovinato l’Italia.
Grazie. …Ma anche meno andava bene lo stesso.

Il giudizio di affidabilità dei debiti garantiti dai titoli dello Stato Italiano passa infatti da A a BBB stabile secondo l’agenzia canadese DBRS che indica espressamente le cause: «una combinazione di fattori inclusa l'incertezza rispetto alla abilità politica di sostenere gli sforzi per riforme strutturali e la continua debolezza del sistema bancario, in un periodo di fragilità della crescita.»

Ed ecco dove menzionano la vittoria del “No”:

«Dbrs ritiene che, in seguito al referendum bocciato sulle modifiche costituzionali che avrebbe potuto fornire una maggiore stabilità di governo e la successiva dimissioni del primo ministro Renzi, il nuovo governo ad interim può avere meno spazio per passare ulteriori misure, limitando così il rialzo delle prospettive economiche.”

Perché allora il “no” che ci toglie una “A” fa tanto danno?

In Europa per dare i soldi alle banche considerano quattro agenzie : Standard & Poor's, Moody's, Fitch e Dbrs. Basta che una di queste agenzie giudichi con almeno una “A” il debito sovrano di uno stato ed ecco che la banca europea (BCE) applica un interesse minimo.

Finora le banche italiane avevano avuto accesso ai prestiti europei con un interesse minimo mentre ora, con la scomparsa dell'ultima "A", dovranno pagare interessi più alti con una mazzata ulteriore al sistema creditizio italiano, ai mutui e all’intera economia. 

Fonti:

Tutti i giornali, scegliete quello che volete troverete la notizia in prima pagina


Monica Montanari



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