lunedì 27 febbraio 2017

Insulti nel e verso il PD: da Emiliano aspettiamoci il colpo di teatro

In un’intervista di ieri al Corriere, Matteo Orfini come una lama. Ma da Emiliano aspettiamoci un ritiro plateale e tanto fango.




È sfuggita ai più un’intervista cruciale rilasciata ieri da Matteo Orfini a Monica Guerzoni del Corriere della Sera.

Forse è colpa dello stesso Orfini che l’ha rilanciata come l’ennesimo richiamo a svolgere il congresso in modo civile. Intendiamoci non che non ci sia bisogno di abbassare i toni. Oggi il Corriere della Sera equipara il Pd a un insultificio, citando però per lo più degli assolutamente innocui twitter di Francesca Barraciu a fronte del peggio di provenienza fuoriuscitista e aspirante tale. E va bene di cosa meravigliarsi? A tenere il conto degli improperi è Tommaso Labate che sappiamo acuto quanto dalemianissimo.

L’intervista di Orfini va letta con attenzione perché disarma con efficacia alcuni argomenti cari alla polemistica di questi giorni.

Ci dice che innanzitutto che la parola decisiva sulla scelta del segretario l’avranno le primarie e il voto di corrente non avrà peso.  Chi spera perciò in una convergenza dei franceschiniani su Orlando punta lo sguardo sull’obbiettivo sbagliato.  E ricorda il caso di Cuperlo sostenuto dalla gran parte del gruppo dirigente e poi largamente battuto alle primarie proprio da Renzi.




La giornalista chiede poi a Orfini se la vittoria di Orlando farebbe rientrare i fuoriusciti. Al che Orfini è molto netto:
«Sarebbe incomprensibile, un partito non è un luogo da cui si entra e si esce. Allora stiano nel Pd e votino Orlando».»

Sui referendum della CGIL, Orfini ricorda che sta al Governo indirli e che, se non lo ha ancora fatto, intanto «…a nome del Pd tengo a dire alla Cgil che possiamo discutere assieme una norma che raccolga le istanze dei referendum, così da renderli inutili.»

Intanto però malgrado gli appelli di Orfini a tenere toni civili sale sempre più alta l’indiganzione contro i colpi bassi dei fuoriusciti. In particolare dopo la questione degli SMS di Emiliano portati agli inquirenti, è stata sollevata la questione del conflitto di interesse e insomma il clima da rissa permanente sta diventando un problema.



«Ci sarà un codice etico contro i colpi bassi?» Ha chiesto Guarzoni a Orfini.
«Non è nei miei poteri fare un codice, deciderà la commissione congresso. Nei miei poteri è chiedere una assunzione di responsabilità ai candidati, perché si eviti la rissa e si discuta di idee».

Ma poi a Emiliano Matteo Orfini, nella sua qualità di segretario reggente, manda a dire:
«Emiliano ha scelto di stare nel percorso congressuale e abbiamo approvato all’unanimità le regole. Possiamo avviare la discussione in un clima più tranquillo.»

Proprio per il giusto rilievo di Orfini sul potere decisivo delle primarie, la corsa di Emiliano pare essere una sconfitta annunciata di cui è imperativo chiedersi la finalità reale.  Gli auspici di serenità paiono infatti destinati a scontrarsi con il narcisismo del governatore pugliese. Si accettano scommesse. Alla vigilia delle primarie, farà saltare il tavolo, si ritirerà dalla competizione e dal partito in un’ondata di fango che sommergerà tutto e tutti.

Ma ha un senso permetterglielo?

Monica Montanari





Fonti e Documenti

Intervista di Matteo Orfini a Monica Guerzoni del Corriere della Sera

Sul PD “insultificio” si veda il Corriere della Sera

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