lunedì 20 febbraio 2017

Legge elettorale: ora Renzi può sparigliare

In un passaggio del discorso di Renzi all'Assemblea Nazionale PD, si intravede la possibilità di una nuova politica delle mani libere. In Parlamento, ha ricordato Renzi, si lavora orma un giorno e mezzo alla settimana.
Portos - Franco Portinari www.portoscomic.org





Ora si può fare un passo avanti verso il futuro. In un passaggio del suo discorso di congedo ieri Renzi ci ha ricordato che in Parlamento si lavora ormai un giorno e mezzo alla settimana. Quale segno più evidente del fatto che la legislatura ha esaurito la sua spinta propulsiva?

In vista del timing prefissato per la discussione di una nuova legge elettorale, il 27 febbraio prossimo, il Governo potrebbe mettere fine alle discussioni vane e presentare un disegno di legge che adotti sia per la Camera che per il Senato un mattarellum senza riserva indiana e metterci la fiducia.

Delle due l’una:
- o il Parlamento conferirà una legge elettorale che realizza quel passo verso il futuro bloccato dal "no" referendario
- o il Parlamento porrà fine alla legislatura addossandone la responsabilità ai transfughi vari senza dar loro tempo di riorganizzarsi.

Paolo Gentiloni ha l’occasione di fare un enorme regalo al Paese. Il mattarellum senza riserva indiana (senza quel 25 % di seggi assegnato con il proporzionale) introdurrebbe in Italia il sistema inglese. Un sistema capace di imprimere grandi svolte e adattare velocemente la risposta politica ai bisogni. Un sistema in cui sono massimi la responsabilizzazione e il potere dell’elettore chiamato a scegliere non un rappresentante ma il governo. Un sistema basato sulla linearità che è la cifra politica di Renzi.




Un Sì al Mattarellum senza quota proporzionale sarebbe un Sì allo stop della cancrena burocratica corporativa e consociativa che ci affligge e toglierebbe in uno schioccare di dita il potere residuo dei dalemiani sul territorio e nelle categorie.

Un Sì al Mattarellum andrebbe detto forte e spregiudicatamente anche accordandosi con un  Salvini.
Ecco la mappa dell'Italia che uscirebbe da un uninominale a turno unico secco all'Inglese, secondo Roberto D'Alimonte

Il professor Roberto D’Alimonte  ha valutato che un sistema del genere ripolarizzerebbe la situazione politica. Ne uscirebbero vincitori tre partiti, PD, M5S e Lega. Con M5S che si aggiudica l’Italia meridionale e il Pd che si prende il centro e il nord, con una fortissima enclave leghista ritagliata tra la Lombardia e il Veneto.

Va fatto. Il rischio che i 5 Stelle vincano le prossime politiche non dovrebbe a nostro avviso bloccare il tentativo di dare all’Italia il sistema di regole di cui ha bisogno.





Monica Montanari






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