lunedì 20 febbraio 2017

Siamo tutti “compagni zeta”: chi è e cosa vuole il milite ignoto della base PD.

Un fantasma si aggira sull’Italia, è lo spettro del “compagno zeta”. Evocato a sostegno del compromesso prima di tutto pur di salvare il partito, il fantasma potrebbe invece riservare delle sorprese ed essere ben più decisionista dei dirigenti e orientato a fare chiarezza nel PD per avere una linea chiara ed efficace. 


Compagno zeta: l’espressione è stata coniata da Giovanni Taurasi da Modena intervenuto all’Assemblea nazionale del PD ieri all’hotel Parco dei Principi. «In ogni circolo -  ha ricordato Taurasi nel suo intervento - c’è sempre un Compagno Zeta: è quello che si siede tra la quinta e la sesta fila; è il primo ad arrivare e controlla fiducioso che la sala si riempia. Militante da anni, non è più giovanissimo. È quello che ascolta; raramente lo vedete ridere ma, il giorno delle Primarie, è quello che sprizza maggiore gioia.»

Taurasi, presidente del consiglio comunale di Carpi, ha attribuito al “compagno zeta” il desiderio di non dividere il partito, la volontà di mantenere l’unità ad ogni costo e di non voler perdonare D'Alema se finirà per distruggere il PD. Ok su D'Alema difficile non comprendere le ragioni della base del PD ma forse, a proposito di unità ad ogni costo, il "compagno zeta" rischia di riservare qualche sopresa ai dirigenti di partito.

La visione del partito emersa dal discorso di Taurasi trascura la trasformazione di questi anni del PD da partito identitario a partito d’opinione. Ecco allora che i compagni zeta che fanno la tessera un anno sì e due no si moltiplicano.



Sono quelli che si iscrivono solo negli anni buoni, quando il partito non combina disastri per intenderci.

Quelli che alla tessera hanno dato fuoco nel 2013 all’indomani dell’exploit dei 101 parlamentari Pd che protetti dall’anonimato affossarono la candidatura di Prodi a Presidente della Repubblica. Gli stessi compagni zeta che poi benedissero le ceneri della tessera bruciata con acqua santa, per maggior sicurezza.

Quelli che l’hanno rifatta la tessera quando è diventato chiaro che Renzi nel cambiare il Paese faceva sul serio, quelli che l’hanno detto forte e chiaro che volevano, Sì, lo volevano, rivoltare questo porco paese condannato a farci morire di fame a poco a poco, sempre di più. Quelli che s’incazzano al bar e la loro opinione la dicono eccome, quelli che s’infuriano su FB e su Twitter e sui Blog.

Qualcuno dica a Taurasi che questi compagni zeta, vogliono un partito lineare ed efficace. Dove si smette di cercare di tentare di far tondo il quadrato e si imprime una svolta decisa all’organizzazione sociale.




 Monica Montanari


 

 

Fonti e documenti


Estratto dell’intervento di Taurasi alla AN del PD
Audiovideo dell’intervento di Taurasi alla AN del PD


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