lunedì 13 marzo 2017

Dalla Scozia un'idea per Grillolandia: quando l'Europa non va bene per tutti

La Scozia annuncia un secondo referendum indipendentista, un’idea per risolvere il casino italiano.



Ritornano in primo piano i regionalismi identitari, la guerra di piazza a Napoli contro Salvini, il pronunciamento della leader Nicola Sturgeon in Scozia  per un nuovo referendum indipendentista anti Brexit pongono in primo piano la realtà di un’Europa che esita a farsi politica ma sta già nei fatti destrutturando gli stati nazione dove aree con ragioni economiche diverse richiedono rapporti diversi con l’Unione.

Per questo motivo la devolution potrebbe essere la via maestra anche per il Sud, un Sud che vorrebbe uscire dall’Euro e dalla camicia di forza dei parametri europei. Un Sud che si mostra in piazza e nelle urne sempre più in condizione preinsurrenzionale. A far riflettere in questi giorni sono alcune uscite indignate su Facebook di persone che di norma non si interessano di politica, uscite offese di fronte alla narrazione di Napoli città violenta, offese con Salvini, schierate in difesa dell’onorabilità del Sud.

Non si può non riflettere sul fatto che al più al Nord, Salvini prende il 15%, che i settentrionali  non lancerebbero molotov se De Magistris desse loro degli stronzi e poi si presentasse a Milano. Vien da riflettere in sintesi che i settentrionali non hanno una percezione identitaria di sé come “settentrionali”.


In breve, il nostro Meridione mostra di avere un alto senso dell’identità collettiva, e su questo si innestano fattori come lo youth bulge e una disoccupazione giovanile al 50%.
Il dato demografico del youth bulge è considerato correlato all’eversione nel mondo islamico ma, in sedicesimi, può aiutarci a capire che cosa succede nelle piazze e nelle urne meridionali: il Sud ha molti più giovani maschi che non il Nord, e ha una disoccupazione giovanile superiore al 50%.
Risultato?
In Sicilia si annuncia un voto amministrativo al 40% favorevole al Movimento Cinque Stelle; in alcune aree della Sicilia il No al Referendum ha ottenuto il 90%.


Alle politiche il Sud rischia di trasformarsi in Grillolandia, e il reddito d’inclusione non servirà a impedire il disastro.

In pratica il Sud ci sta dicendo nelle urne e nelle piazze che non ne può più ed è disposto a spaccare tutto.

Modernizzazione? Efficienza? Produttività di sistema? Come gliele racconti queste cose in una Sicilia dove la casa di Pirandello, 80 metri quadrati in tutto, ha 66, dico sessantasei custodi?

È chiaro che, se  parli di modernizzazione ed efficienza, ai 66 custodi si rizzano i capelli in testa.
La casa di Pirandello a Caos in Sicilia, con 66 custodi

Ci si prospetta un quadro da incubo: così come abbiamo subito per 40 anni la Dc - perché il Sud votava per la Dc - rischiamo di metterci nelle mani degli incompetenti di Grillo perché sarà il Sud ad imporcelo.

Per evitarlo, la politica dovrebbe porre il Sud, la sua gente e i suoi dirigenti davanti a una scelta responsabilizzante: chiedano di darsi un proprio parlamento come in Scozia, adottino le loro politiche più condivisive, la decrescita di Grillo, se a loro piace, escano dall’Euro. Dal Nord continuerà a giungere lo stesso flusso di denaro, ma che le loro scelte politiche, del tutto inadatte a zone del Paese che possono competere con le aree industriali più avanzate d’Europa, non si applichino nel Centro Nord.

Monica Montanari





Fonti e Documenti

66 custodi per la casa di Pirandello su Panorama
Giovani maschi e rivoluzioni sull’Huffington Post
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