lunedì 13 marzo 2017

Banche, bisogna dirlo: i piccoli investitori scornati sono colpevoli

Venerdì scorso, Veneto Banca ha prorogato la scadenza per l’offerta di minirimborso ai suoi azionisti… No! Aspettate a dire “che noia”, perché nei prossimi giorni ricomincia il lamento dei cosiddetti truffati che inveiscono contro il Governo, pronti a mentire a se stessi pur di non ammettere di aver sbagliato.




A questa litania falsa saremo costretti ad assistere muti per lo scrupolo di non dare dell’imbecille al prossimo. Ma è proprio giusto subire l’ondata di stupidaggini che ci attende limitandoci a sperare che passi?
No. Perché molta gente non addentro alla materia finirà per convincersi che davvero il Governo abbia truffato dei risparmiatori.

O che la crisi l’abbia provocata Matteo Renzi. Nei social c’è chi lo pensa e sembra in buona fede.

Dimenticati in un batter di ciglia la crisi dei derivati, Lehman Brother, Berlusconi che firma l’inserimento dell’obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione, dimenticati “i ristoranti che sono pieni” quando invece eravamo sull’orlo del baratro…  i soliti, quelli che votando per Berlusconi ci hanno portato nella crisi e che ora votando Grillo aggravano la situazione, nascondono artatamente o di fatto che Renzi il rottamatore ha invece aumentato il pil e gli occupati. Va bene, restiamo sull’argomento banche.

Facciamola breve, se gli azionisti non accettano i minirimborsi sono guai: Veneto Banca e la Popolare di Vicenza rischiano il bail in, quello vero, quello che perdono i soldi anche i correntisti con più di 100 mila euro (si intende per Bail In, un fallimento in cui soggetti esterni non possono intervenire a pagare i creditori e dunque esclude il salvataggio da parte dello Stato). Per maggiori ragguagli  andate all’ottimo pezzo su Formiche.net.



E ora torniamo alla questione politica.
Con gli accordi europei di Basilea e quelli del Bail in, gli investitori avrebbero dovuto essere avvertiti. Sarebbe spettato agli istituti di credito, a Banca d'Italia, informarli dell'introduzione della norma del Bail in. Era il maggio 2014 quando l'Europa approvò la direttiva BRDD (Bank Recovery and Resolution Directive). Renzi era insediato da febbraio, nemmeno tre mesi. Ebbene sì, lì banche e Banca d'Italia hanno sbagliato, non avrebbero dovuto limitarsi ad annunciare le nuove regole europee che dovevano essere adottate anche in Italia due anni dopo. Avrebbero dovuto mandare una lettera a tutti i detentori di azioni o obbligazioni subordinate dicendo “guarda che se hai azioni o obbligazioni bancarie ora rischi” perché ora le banche possono fallire. Si può immaginare che le autorità, né Banca d’Italia né il Governo, l’abbiano preteso perché le banche avevano avuto un ruolo cruciale nel comperare titoli di Stato e salvare lo Stato dal default. Ma se ben si riflette non è stato solo per questo.

Se gli investitori avvertiti si fossero affrettati a revocare i propri investimenti, si sarebbe solamente accelerato il processo fallimentare degli istituti di credito che forse non avrebbe riguardato solamente i sei istituti di cui si parla: Banca Etruria, Banca Marche, Cari Chieti e Cari Ferrara più Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Per evitare il Bail in - prima della sua entrata in vigore -  Matteo Renzi ha fatto la legge bancaria e ha risanato gli istituti che potevano essere messi in sicurezza - si vedano le banche popolari - e poi - in prospettiva del bail in che avrebbe comunque fatto fallire le banche in oggetto e dunque avrebbe portato gli investitori a perdere tutto -  ha fatto un intervento per salvare correntisti e posti di lavoro.

Matteo Renzi non solo ha agito con proprietà ma con tempestività nel contesto. Sì perché il contesto non può mai essere dimenticato per spiegare l’azione di governo chiamata  a intervenire sulla realtà. Basti vedere cosa sta capitando in merito a MPS. Fu Grillo il primo a chiederne il salvataggio con  soldi pubblici mentre ora è il primo ad accusare il governo di aver messo più soldi su MPS che sul reddito di inclusione.

Allora, nel 2014, il contesto non avrebbe permesso di mettere decine di miliardi sulle banche a fronte dell’esistenza di ancora migliaia di esodati non tutelati.

Prese forma così la legge bancaria che è stato l'atto più importante di un Governo con cui Renzi ha rimesso in pista l’Italia riportando il segno + davanti al Pil.

Certo, gli investitori in obbligazioni subordinate hanno perso tutto ma con i loro attacchi, il pretendere i soldi indietro come se li avessero depositati in un conto corrente e non avessero firmato un investimento,  dimostrano solo la propria dabbenaggine.

In breve: se uno non ne capisce di soldi , i soldi se li deve tenere in un conto corrente ordinario. Non mettersi a fare investimenti.

Non si tratta di raggiro dunque da parte degli Istituti, non si tratta di incuria da parte di Renzi. La crisi non poteva non fare morti e feriti: si vedano gli esodati (rimasti senza pensione e senza stipendio), i disintermediati (tutti i mestieri defunti a causa delle tecnologie), i proprietari di immobili (tra prima del 2008 e dopo, il valore del metro quadro si è dimezzato), i licenziati, i falliti, i suicidi, gli investitori della domenica come appunto questi signori…



Quando si dice che la crisi del 2008 è stata per l'Italia una tragedia si intende questo. E alla crisi del 2008 non ci ha portato Matteo Renzi.

Questi signori che si scaglieranno vanamente contro il governo per non dare degli imbecilli a se stessi  dovrebbero sapere che in economia vince sempre il più forte e nessuno regala nulla. Se giochi con la finanza rischi di scottarti.


Monica Monantari





Fonti

Proroga per accettare i mini-rimborsi su Formiche
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