sabato 11 marzo 2017

Lingotto '17: la Bellanova contro i fuoriusciti

Salutato da un'esplosione di giubilo l'intervento di Teresa Bellanova ha liquidato i fuoriusciti con l'augurio di buona fortuna e l'accusa precisa di puntare solamente al ritorno della partitocrazia e della spartizione.




Teresa ti prego non sparare col fucile far così non è gentile, supplicava Fred Buscaglione. Al coro oggi si uniscono Bersani & Co cui la nostra Teresa ha detto senza mezzi termini di andare a ranare:

«Non ve ne siete andati per riunire, ve ne siete andati perché avete visto uno spazio per restaurare il manuale Cencelli.»

La dichiarazione letterale è leggermente più lunga: “A chi è andato via auguri -dice – Siete andati via e avete festeggiato la sconfitta al referendum, siete andati via perché avete visto lo spazio di un ritorno alla palude e di un ritorno in campo del manuale Cencelli (...) “A chi è andato via, ribadisco: auguri. In alcune realtà neanche si accorgeranno di voi. In altre avranno la certezza che se la scissione era una liberazione. Il legame si era già rotto. E stavate su un treno per portarlo verso il deragliamento. Buon lavoro amici e compagni, noi qui ci sentiamo a casa nostra”




Ovazione al Lingotto, momento estatico, paragonabile al magic moment di Bobo Giachetti in versione francese.

Ebbene sì Teresa Bellanova sottosegretario al Ministero dello Sviluppo ha parlato fuori dai denti, forte della sua storia tutta nel segno del rosso che ha trovato in Renzi la miglior valorizzazione delle proprie ragioni.

A seguire il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha incentrato il discorso sulla necessità di andare contro i populisti rivendicando i valori socialdemocratici. Valori e conoscenza come antidoto contro il populismo, l’arte migliore arma contro i conflitti.




Pier Carlo Padoan incentra l’intervento sull’Europa e sulla necessità di trovare il coraggio dell'inclusione e del welfare

Vincenzo De Luca chiede la trasformazione urbana che si realizza in altre grandi città europee e di riassegnare le competenze rimaste formalmente alle provincie. E poi il problema del lavoro, un'emergenza segnata dall'emigrazione. La situazione drammatica del sud rischia di diventare problema democratico. Bisogna avere il coraggio di fare delle scelte. Ci vuole un piano per 200 posti di lavoro al Sud.


Fonti e Documenti

Abbiamo notato che nessun giornale rilancia la notizia tranne l'Unità. Noi abbiamo sentito la dichiarazione in diretta ma a conforto di chi dovesse dubitare di una testata indipendente come la nostra, ecco il link all'articolo dell'Unità che riporta la dichiarazione letterale del Sottosegretario Bellanova.



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