lunedì 8 maggio 2017

Tramatlantico riprende le pubblicazioni. Che la fatica sia valsa la pena

Tramatlantico torna alle pubblicazioni dopo una settimana sabbatica presa a cavallo delle primarie. Il perché è presto detto. È stata dura. Eravamo e siamo perfettamente esausti. 




Abbiamo sulle spalle una battaglia referendaria lunga sei mesi combattuta a volte contro i nostri stessi compagni.

Abbiamo sopportato di vedere i leader di partito scagliarsi contro il segretario e il suo gruppo dirigente, e poi c’è stata la sconfitta, durissima innanzitutto per le conseguenze sul Paese. Grazie al cielo in questi giorni si parla delle ONG nel Mediterraneo. perché altrimenti qualcuno si sarebbe accorto che i titoli di Stato italiani sono valutati per affidabilità alla stregua di quelli brasiliani o turchi.

Abbiamo retto le minacce di scissione, le abbiamo compensate, non abbiamo mai fatto mancare il sostegno al nostro segretario.



Così, poco a poco, Renzi è divenuto un’idea che ci accomuna: un modo di intendere la politica all’insegna di Linearità e Responsabilità, un’idea di Italia, un’idea di futuro. È stata la rinascita di un’ideologia interna a ridurre gli scissionisti al calibro di semplici fuoriusciti.

Ma dobbiamo dircelo il congresso e le primarie vinte sono diventati una riva cui si approda esausti, dopo una nuotata troppo lunga. E non c’è gioia. C’è determinazione e amarezza. No, non per l’accusa che troppi tra noi siano adulti ed oltre, questa è una vecchia accusa mossa al Pd e prequel da sempre. Lo si diceva anche venti anni fa, ma il turnover di adulti non manca. Il fatto è che con il suo carico di anni e le sue politiche responsabili il Pd è un partito cui si approda quando si ha la testa sulle spalle.


Determinazione e Amarezza dicevo per quanta fatica ci è costato arrivare qui, e per quanto ingiusti sono stati gli attacchi subiti. Gli ultimi risalgono alla vigilia delle Primarie con Orlando che già minacciava referendum interni contro alleanze sgradite o appena dopo con i distinguo sui decimali. E allora sapete che c’è? È arrivato il momento di parlare un po’ di noi, gli schifosi zeta.

Renzi, l’Italia, eccetera, scuseranno. Dobbiamo parlare un po’ di noi per dire due o tre cose non tutte gradevoli. Linearità e Responsabilità devono divenire la nostra cifra interna e perciò lo dico forte e chiaro. Da parte mia: basta comunicare ai circoli le candidature dall’alto.

I circoli vanno informati prima e va data loro la possibilità di esprimersi, non per ostacolare le scelte dei vertici - di cannibalismo ne abbiamo più che abbastanza - ma per una quesitone di rispetto: se veniamo buoni per fare campagna e fare volontariato ai seggi dobbiamo venir buoni anche quando si tratta di scegliere chi mandare avanti.

Il fatto è che dobbiamo dircelo, è stata dura.

Sarò più chiara. Durante la campagna referendaria non sono stati pochi i renziani scivolati nell’ombra, coloro che avevano salutato all’inizio l’avvento di Renzi come la promessa di un profilo moderato più facile da spendere sul piano delle mediazioni e delle spartizioni locali. Costoro oggi, a partito riconquistato, provano a giocare di nuovo la fiche dell’intrallazzo. Credo che le articolazioni territoriali debbano aver ben presente tutto questo e che Renzi potrebbe aiutarci dicendo una parola di stimolo per cercare i migliori entusiasmi e le migliori intelligenze.


Monica Montanari





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