lunedì 9 gennaio 2017

L’accozzaglia muore, solo Grillo si salva

L’Italia dei morti viventi 

Tra i politici tradizionali, i vincitori del NO sono già morti e non lo sanno.

 


È sotto gli occhi di tutti. Sono spariti dalle prime pagine dei giornali, dalle cronache dei siti web. Nessuno di noi è più minimamente interessato a sapere cosa fa, pensa o dice un Brunetta, un Parisi, un Berlusconi, un Civati, un Bersani, un Salvini, uno Speranza. Sono rimasti coloro che come noi si battono per il progetto renziano e i grillisti del M5S.

Si affrontano sui social, nei commenti ai talk e incrociano le armi a colpi indiretti tramite articoli di giornale su questo e su quello. È l’effetto prodotto dal Referendum Costituzionale, una bipolarizzazione netta dell’opinione pubblica ben fotografata dalla cartina dell’Italia per come uscirebbe andando al voto con il mattarellum secondo uno studio del professor Roberto D’Alimonte pubblicato sul Sole 24 Ore.


Dall’Aquila in su l’Italia andrebbe tutta al PD renziano salvo un’enclave alla Lega. Dall’Aquila in giù l’intera Italia andrebbe ai grillisti. Dopo la pubblicazione della mappa di D’Alimonte, la fine degli uomini della prima e della seconda Repubblica è segnata. In particolare il centro destra «Con i voti stimati di oggi riuscirebbe a ottenere solo 30 seggi maggioritari.»

Quale partito rinuncerebbe a governare e farsi interprete parlamentare di un territorio grande come metà del nostro Paese? La parte più ricca e avanzata? Nessuno e nemmeno i deputati e i senatori PD lo faranno tanto più che le basi di consenso interno di Renzi fanno prevedere loro che sarà ancora lui a dare le carte per le prossime politiche in fatto di candidature.

Risultato? Approveranno un mattarellum e, speriamolo, senza nemmeno la quota del 25% proporzionale per tenere in vita i piccoli partiti. Chi potrebbe ostacolare il mattarellum d’altronde?

Le forze politiche non grilliste del No non riescono a esprimere una controproposta compatta che vada oltre un altro pensatoio costituzionale. Gli eroi acciecati del No stanno sperimentando quanto può essere esiziale una vittoria.


Pensavano di salvarsi con la sconfitta dell’italicum, invece, se avessero sostenuto l’Italia renziana sarebbero ancora in partita. Così non è stato e - Renzi li aveva avvertiti - scompariranno dalla storia.

Ufficialmente Matteo Renzi ha tolto le mani dalla materia elettorale e nel buon ritiro toscano lavora al suo libro in uscita presso Feltrinelli e, insieme a Tommaso Nannicini, a riorganizzare il partito e una nuova fantastica base programmatica. Ma i movimenti in Rai e la decisione di passare da Mondadori a Feltrinelli per pubblicare il suo libro - presa all’indomani della sconfitta referendaria - lasciano pensare piuttosto che stia perfezionando l’accettazione dell’eredità.

Monica Montanari


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