martedì 31 gennaio 2017

Renzi in partenza per Boston abbandona l'Italia: i racconti distopici di Corbino


Il realismo magico di Rob Gonsalves 


di Mario Corbino.
Dicono che D’Alema stia tentando di mantenere segreto un suo progetto che prevede la sconfitta del suo nemico dichiarato Matteo Renzi, in occasione del futuro congresso del PD. Ma intanto, per puro caso, Renzi è stato fotografato in partenza, a bordo della sua Tiguan, stracolma di valige. 

“Sta partendo, sta partendo.” 

La voce si è diffusa in un baleno

Passeranno alcuni giorni, con il mondo della politica che continuerà a domandarsi dove mai sarà approdato. Poi, con un comunicato ufficiale della Farnesina, viene a galla la novità. 

Renzi è stato incaricato dal MIT di Boston di tenere un corso di alta tecnologia per i futuri “premier”. Durata dell’incarico: venti anni. Compenso pari al doppio di quello di Marchionne. 

Sconforto diffuso fra gli italiani, e lutto in casa Pd. 

“Questo non ce lo doveva fare”- borbotta Emiliano - proprio ora che stavamo per vincere la battaglia se ne va? 

Grillo, per la prima volta nella sua vita, chiude la bocca senza dire una parola, trattenendo a fatica un rutto provocato da qualcosa di indigesto. 

Bersani insiste nel ricordare che lui aveva già detto che “c’era una mucca in corridoio”. 

Speranza si limita a chiedere dove si trovi Boston, e Gotor gli suggerisce di chiederlo a Di Maio, che della geografia americana è un grande esperto. 

Salvini tenta di spacciare quella fuga come attrazione nei confronti di Trump, il grande populista. 

D’Alema risulta il più incazzato: “avevo già scritto una pagina e mezzo del mio programma antirenziano e quello se ne va”. 


Bertinotti, avvicinatosi in vecchiaia alla religione cattolica, corre a fare la prima comunione. 

Il Berlusca tace, perché affranto per la notifica dal Tribunale di un processo Ruby quater. 

La Camusso chiama Landini per affidargli con decreto d’imperio la CGIL. 

Questa è la politica italiana. Tutta spesa nei confronti di un “nemico” assoluto. Scomparso il quale cominciano i licenziamenti nei media che avevano attrezzato apposite squadre anti-Renzi. 

Mentana si gira i pollici, contando quanto gli manca alla pensione. 

Travaglio si agita nella ricerca disperata di un nuovo nemico ma ammette: “dove cacchio lo trovo un altro come Renzi?” 

In crisi totale le signore dalla TV, dalla Gruber, alla Berlinguer, alla Annunziata. Immediati gli interventi per cambiare i menabò dei quotidiani e i palinsesti televisivi. 

L’editore Cairo decide di puntare La7 sulle previsioni del tempo di Paolo Sottocorona, mentre al Corriere l’ex direttore De Bortoli scopre l’arte dell'imprecazione, lui che non aveva mai pronunciato la parola “sciocchino”. 

I redattori di Rai Tre in assemblea permanente decidono con 48 ore di sciopero di far cercare dalla Gabanelli quel coglione che aveva coniato il proverbio: “A nemico che fugge ponti d’oro”. 

“Castigat ridendo mores” dicevano i saggi latini. Perciò abbiamo scherzato, dicendo molte verità. Ma senza preoccuparci, perché Matteo Renzi è al lavoro, per rilanciare il Partito Democratico. E quando lui si impegna noi stiamo sereni davvero. Siamo in molti a sperare che ben altri fuggiranno.

Mario Corbino

Oltre a "Le pietre di Jano",  ha pubblicato "La ragazza di Kabul" sempre edizioni Boopen.
https://www.amazon.it/ragazza-di-Kabul-Mario-Corbino/dp/8862230737/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1485884958&sr=1-2






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