sabato 25 marzo 2017

Europa e Papa: successo dell'Italia nel D-Day ordine pubblico e terrorismo

Per aria, per mare e per terra: nulla sfugge al ministrissimo Minniti in questa giornata dei 27 capi di Stato e di governo a Roma a ridosso dell’allarme internazionale attentati con quattro diversi cortei convergenti sui palazzi del potere. In questo stesso giorno in un milione sono confluiti a Monza per salutare Papa Francesco e altri ottantamila si sono riuniti a San Siro.
Tutto questo accade a tre giorni dell’attentato di Londra, di quello di Anversa, dell’allarme con cui sono stati esclusi computer e tablet dagli abitacoli dei voli di linea per scongiurare il terrorismo.
Droni per filmare le folle, centrali di polizia con monitor sui punti di crisi, poliziotti e blindati: ovunque Minniti esce grande vincitore da questa giornata a fa fare un figurone al Belpaese. 






Escono invece con le ossa rotte gli anti‑euro. Nel giorno in cui infatti a Londra si radunano in centomila sotto Westminster per dire no alla Brexit e Sì all’Europa, nel giorno in cui in un milione si raccolgono intorno al papa. Il corteo Euro‑Stop non supera le tremilacinquecento persone.

Anche la provocazione dei black‑bloc fallisce sventata strategicamente da Marco Minniti che con visione del campo di battaglia stoppa immediatamente il piano antagonista.

Senza previsione, la metà antagonista del corteo Euro‑Stop, quella posteriore, si arresta a poche centinaia di metri da Bocca della Verità in corrispondenza di una scalinata, unico varco che consente di uscire dal corridoio predisposto per la manifestazione.



Qui il corteo si ferma e un gruppo di black‑bloc dal volto coperto sguscia di lato su per una deviazione che da Lungotevere Aventino consente di raggiungere Bocca della Verità, dove si trova la testa del corteo.

Nei binocoli sulle alture, la manovra non sfugge, viene notata e ad essa si risponde facendo avanzare in grande velocità blindati intervallati da manipoli veramente quadrati di poliziotti a piedi di corsa.

Il troncone antagonista ripiega di quei pochi metri che consentono alla polizia di inseguire lungo la scalinata di Clivio di Rocca Savella i fuggitivi mentre un drappello si pone trasversalmente per impedire altri tentativi di fuga ai lati.

Il piano di aggirare l’isolato per infiltrarsi alla testa istituzionale del corteo Euro‑Stop, quella con le rappresentanze sindacali - e lì creare occasioni di scontro trincerandosi dietro l’età e il prestigio della parte “adulta” del corteo - fallisce.



Viene sconfitto al prezzo politico per le forze dell’ordine di aver spezzato il corteo Euro‑Stop senza motivo apparente. Tattica e strategia di contenimento non sono evidenti ai manifestanti.

Tant’è, Cremaschi e altri boss lamentano l’intervento di cui non comprendono la ratio, percorrono all’indietro il corteo fino a raggiungere la parte antagonista. Qui si siedono in sitin di protesta e ottengono che lo spezzone più battagliero possa proseguire fino a Bocca della Verità. Ma qui la parte avanzata e istituzionale della manifestazione si è già sciolta. Qualsiasi azione e provocazione da parte dei black‑bloc risulterebbe aperta e scoperta.

Per Minniti è compiuta la sua mission impossible.
Appena avrete terminato di leggere, questo articolo si autodistruggerà.


Monica Montanari



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