martedì 7 marzo 2017

Falsi applausi per i grillisti: il compenso, 15 euro

Dalle confessioni di un ragazzo pagato per applaudire si rivela lo spaccato dell’operazione Grillo pianificata a tavolino e gestita con lucida competenza pubblicitaria. Ma da chi?




Le oceaniche masse anticasta non sono evidentemente tali se per farle applaudire a Piazza Pulita bisogna pagare. Ma devono sembrarlo.

 L’operazione più classica del marketing quella detta della  “conferma sociale” mira a incoraggiare un acquisto mostrando la grande popolarità dell’articolo in vendita. La tecnica appare chiaramente utilizzata anche in politica per vendere un articolo particolare: l’opzione “cacciamo i politici anche se non sappiamo per fare cosa”.



La propaganda anticasta si avvale è ormai chiaro di strumenti illusionistici.

Dove non arriva il volto specchio di Grillo capace di far credere a chiunque di sostenere le istanze preferite, arriva l’artificio web.




Con una ventina Napalm 51 ben addestrati e tre profili fake ognuno crei l’illusione di social infestati. Idem per la televisione.

A Piazza Pulita, format anticasta per eccellenza, gli applausi sono pagati e il regista chiede a comando smorfie perplesse o attenzione entusiasta. Lo confessa Luca Soldini, un applauditore pagato e pentito, che scrive all’Espresso all’indomani di un articolo dedicato da Riccardo Bocca all’invadenza degli applausi nei talk.





Fonti e Documenti

La testimonianza del ragazzo pagato per applaudire su L’Espresso

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