sabato 18 marzo 2017

Le parole di Di Maio sono pericolose? La conferma sui social


Di Maio replica all’accusa di aver usato parole incendiarie contro le istituzioni e di aver istigato la violenza di piazza. Ma la toppa è peggiore del buco, per lo stile, per i contenuti e sopratutto per la reazione che le sue parole hanno suscitato in chi lo segue nei social.






Oggi Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, reduce dalle parole bellicose rilasciate dopo il voto del Senato su Minzolini, posta su Facebook una dichiarazione audiovideo. 
L’intento di ritrattare lo conduce a negare di aver detto ciò che purtroppo è documentato dalle telecamere. Si veda il contributo audiovideo sottostante. 


A ridosso della votazione su Minzolini l’onorevole Luigi Di Maio aveva qualificato come eversione quel voto del Senato e attribuito al Senato stesso la responsabilità della protesta di piazza anche violenta, come a dire che il Senato se la sarebbe meritata.

 Nel post audio video di Facebook di autodifesa alle critiche piovutegli addosso, Di Maio si è poi affidato all’usato sicuro, il solito fango fatto di frasi ambigue tendenti ad accreditare una realtà falsa ad onta degli innocenti e incolpevoli Luca Lotti e Tiziano Renzi legittimando così due volte il voto su Augusto Minzolini - peraltro dimessosi - con cui il Senato ha suonato la campana a morto per queste modalità di lotta politica fondate sulle montature mediatico giudiziarie.

 L’insipienza dei Di Maio è riuscita in ciò che in vent’anni non si era prodotto, creare un fronte politico compatto deciso a dire basta. Inutile invocare Mattarella, l’Italia non può permettersi una sesta carica dello Stato irresponsabile al punto da qualificare come eversione un voto del Parlamento. 



Come se non bastasse il quadro di degenerazione etica portato nella vita politica dagli aspiranti ministri a Cinque Stelle, sotto il video postato su Facebook si sciorinano commenti da mettere i brividi. 



Tale Claudio Lallo scrive: 
 «ma voi credete ancora di essere in democrazia?? (Faccine che piangono dal ridere) Se non li cacciamo noi a calci nel culo e pugni di ferro in bocca tra i denti, questi esseri indegni di occupare la loro poltrona senza che nessuno del popolo li ha voluti, ci rimarrano a vita!!» 

Questo commento ha ricevuto: 402 Mi Piace

Tale Carmine Carelli prosegue così sotto il post di Di Maio: 
“Ho sempre sostenuto che la violenza è controproducente ma, se alle prossime elezioni non vincono i 5stelle, ci resta solo lo scontro, in massa però , migliaia di persone, e andiamo a prendere i nostri diritti con le nostre mani”.

Qui i Mi Piace sono 110.

 Un pugno nello stomaco. 

 Di fatto questo Carelli, intende privare i cittadini del diritto di voto? 
Tutti coloro che non voteranno M5S alle prossime elezioni che fine faranno? 
Il combinato disposto delle dichiarazioni di Luigi Di Maio e dei suoi supporter ci dicono che o i cittadini si adegueranno ai 5 Stelle o il movimento è disposto a provocare una guerra civile. Si resta attoniti a guardare lo schermo. 

Luca Bidoli scrive: 
«Quelli stanno tramando qualcosa! Sanno che potrebbero perdere le elezioni se affrontate da soli! Quindi, siccome conviene a tutti gli incollati alla poltrona, anche se dovesse vincere il M5s con ad es. 40%, loro insieme faranno sbarramento con il 60%, e niente riuscirà a cambiare pke la maggioranza in parlamento e senato sarà inferiore all'opposizione che col suo 60% bloccherá tutto! Allora per vincere, o si fa un 51% di posti in parlamento, o si fa una rivoluzione "alla francese" e si tirano giu di forza! Se così non succede, consiglio di lasciare il paese ai migranti, così potranno governare la vera repubblica delle banane! A buon intenditor poche parole…» 

60 Mi Piace

Oppure il commento di Davide Luppi: 

 «Sento sempre che puntate al 40%... Perché invece non puntare al 70%? Magari facendo finalmente una bella legge che sblocca le mani e le armi alle forze dell'ordine nei confronti di tutti i criminali soprattuto di importazione? Una bella legge che ormai solo i sinistrolesi non apprezzerebbero che farebbe rimpatriare forzatamente o delocalizzare in carceri estere qualunque straniero commetta reati a raffica. E giusto per evitare che un giorno non molto lontano gli Italiani siano una minoranza (nelle scuole già lo sono) iniziare a togliere i sussidi e le agevolazioni dopo il secondo figlio alle famiglie completamente straniere? E col grande risparmio che si avrebbe aumentarlo a quelle Italiane… (…) Questo si è limitato, nello stesso giorno altri suoi connazzionali hanno cercato di accoltellarli i poliziotti. La gente è stufa, e lasciata in balia di questi criminali che con le loro azioni infangano tutti i loro connazzionali onesti.» 

14 Mi Piace.

Come nutrire dubbi sul fatto che le parole di Di Maio fossero pericolose? 
Mi dispiace, le parole di speranza sembrano finite, se non forse un fioco bagliore di sapienza popolare: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. 
Ed è qui che però sono costretta a ricordare che è un mare che la storia ha attraversato molte volte. 

Abbiamo avuto settanta anni di pace tra le braccia di mamma Europa e, se l’età l’ha resa più aspra, più matrigna e più difficile da sopportare, forse abbiamo dimenticato cosa è successo prima.




Valda Campochiaro Montanari





Fonti:
Commenti Video Facebook

Ti è piaciuto l'articolo?