lunedì 20 marzo 2017

Nuova paranoia M5S: postini come agenti segreti

Ci sono 600 mila agenti di Renzi pronti ad entrare nelle nostre case, i postini. Potrebbero convincerci a votare contro il Movimento 5 Stelle. Tenetelo presente nell’accettare la corrispondenza. L’emissario di Putin, ci ha avvertito. Grillo qualcosa sul blog deve scriverlo ogni giorno, gli siamo vicini, a lui e alla sua famiglia. Può capitare ai migliori.



Nel Blog di Grillo si legge :

«Le Poste italiane, inoltre, hanno oltre 600 mila postini in giro per il Paese, che potrebbero essere strumentalmente e politicamente utilizzati per fare propaganda elettorale su indicazione del loro futuro capo renziano.»

E qui l’articolo potrebbe finire. Ognuno clicca, va sul pezzo di Grillo, decide se emigrare.

Ci incombe tuttavia l’obbligo di far notare - citando Wikipedia alla lettera -  che siamo di fronte a un caso conclamato di delirio paranoico : «la paranoia è una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni, principalmente a tema persecutorio, non corrispondenti alla realtà.»



Si consideri in particolare che il pezzo sui postini della Cia sarebbe in origine dedicato al tema delle nomine ai vertici degli enti di Stato.

È dunque il renziano di turno ai vertici delle Poste ad aver il compito di attivare gli agenti-postini. Uomini e donne concepiti da Grillo come portalettere manciuriani.

Avete presente? Come nel film  “The manchurian candidate” quello che ascoltando una parola recitata al telefono si trasformava in sicario contro i 5 Stelle. Sarebbe interessante sapere come si sente nei panni Spectre il povero De Falte nuovo amministratore delegato di Poste Italiane

Ma ciò che più stupisce e indica livelli di incompetenza che vanno oltre la malattia mentale è la confusione tra nomine di Governo e quelle interne di partito. Tant’è.



Grillo eccepisce il sacrosanto diritto del commissario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi di poter esercitare i suoi privatissimi diritti di partecipazione politica occupandosi di comunicazione per le primarie del PD.  Tanto più che Anzaldi partecipa alla commissione in qualità di deputato e dunque di politico chiamato per il suo partito a vigilare sul pluralismo dell’ente radiotelevisivo di Stato. Anzaldi non è un tecnico, si trova in commissione di Vigilanza proprio in virtù del fatto che è un politico.


Monica Montanari





Fonti e Documenti

Postini della cia sul blog di Grillo ora Blog delle stelle

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