lunedì 10 aprile 2017

Esplode Montatura Consip: indagato il detective dei bigliettini spazzatura

Indagato con l’accusa di falso aggravato il capitano dei carabinieri del Noe, Giampaolo Scafarto, incaricato delle indagini Consip di John Woodcock. Il carabiniere dei bigliettini strappati nell’immondizia tanto per intenderci.  Un’intercettazione attribuita erroneamente ad Alfredo Romeo e in realtà pronunziata da Italo Bocchino farebbe cadere un già insussistente indizio contro Tiziano Renzi.
 



Tiziano Renzi ha sempre detto e ripetuto di non aver mai incontrato l’imprenditore Alfredo Romeo - sulla cui colpevolezza peraltro si affastellano i dubbi - e l’intercettazione ora correttamente attribuita a Italo Bocchino non smentisce più le sue parole.

Il capitano Scafarto l’aveva invece attribuita ad Alfredo Romeo. Inoltre temendo l’intervento dei  Servizi Segreti a tutela di Palazzo Chigi e per accreditare i propri timori non avrebbe specificato che un’auto sospetta si era poi banalmente rivelata alla verifica di proprietà di un abitante della zona.



Sono disperati porelli, i nemici di Renzi, fanno pena. Che Matteo Renzi sia troppo intelligente per compromettere una carriera politica tanto lanciata a soli 40 anni, lasciando al padre la facoltà di brigare in modo pericoloso è straevidente. Troppo intelligente per delinquere, se non si vuol credere che sia onesto. E Tiziano Renzi lo è altrettanto, lo sta dimostrando giorno dopo giorno con sangue freddo.

«Ma che importa?» sembra dire il sistema rottamando riluttante a farsi rottamare. La verità giudiziaria non necessariamente si identifica con quella esperienziale, prepariamogli il pacchetto, uno dei tanti pacchetti di illazioni, insinuazioni e indagini che hanno rovinato vita e carriera a gente meno potente di un Presidente del Consiglio e leader del maggior partito italiano.

Via con le danze! E l’ultima è solo un dettaglio e riguarda il Fatto Quotidiano - sa va sans dire -  e il capitano Giampaolo Scafarto del NOE (Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri). Riportiamo qui lo screenshot dell’articolo- elegìa con cui il Fatto Quotidiano - per avallare l’affidabilità della prova biglietto spezzettato con iniziali - insufflava tra le notizie il refolo della leggenda: nientemeno che il Capitano Ultimo della fiction con Roul Bova, l’eroe che arrestò Totò Riina.


Il Fatto spiegava  che il NOE era il reparto di Ultimo, che aveva imparato tutto da Ultimo e ne aveva conservato le tecniche anche quando questo se n’era andato. A farlo sopratutto era stato lo Scafarto di cui sopra, vero protagonista dell’indagine: colui che raccolse dalla mondezza e ricompose i famosi biglietti a pezzi dando loro un significato investigativo. Proprio quel capitano dei Carabinieri che si avvalse delle tecniche utilizzate dall’FBI contro il boss Joe Bonanno è ora indagato per aver tradito una certa entusiastica adesione all’ipotesi investigativa: attribuendo a Romeo un’intercettazione di Bocchino e spacciando per servizio segreto un tizio parcheggiato sotto il di lui - del tizio -  ufficio.

Sarà da vedere a onor di Scafarto cosa reggerà dell’accusa ma restano indimenticabili le parole con cui il Fatto scoprendosi improvvisamente romantico cercò di accreditare l’inchiesta Consip proprio per la presenza di Scafarto allievo del capitano Ultimo.


Monica Montanari





Fonti e Documenti

Indagato Scafarto del Noe su La Stampa
Il fatto e l’elegia del NOE
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